Impoverimento lessicale: i giovani di oggi
di masale (Medie Superiori ) scritto il 09.02.10
Parlo da studente, assiduo utente di computer, che come sogno ha la programmazione di sistemi informatici. Il fatto che la mia generazione stia riducendo il proprio vocabolario è un dato di fatto. Lo dimostrano le numerose ricerche sul linguaggio dei giovani. Da quanto si evince dall’articolo di Repubblica, il problema non è che i giovani non sappiano le parole, è che non le usino; una delle cause di questo impoverimento lessicale sembra essere internet con i suoi social network e le chat. Sicuramente influisce sul linguaggio degli adolescenti, ma non credo sia una causa primaria. Secondo me il principale problema è che i giovani non leggono. Non leggendo si precludono la possibilità di poter apprendere un vocabolario sempre più ampio. Personalmente uso poco le abbreviazioni: prediligo infatti scrivere la parola così come deve essere senza omissioni e/o storpiamenti. Arrivare ad usare solo 20 parole per me è impensabile in quanto esprimermi con così pochi vocaboli è impossibile. Secondo me, solo 20 parole è un po’ poco anche per un adolescente che parla in “linguaggio da sms”. A favore di questo linguaggio c’è però la limitatezza dei caratteri disponibili, 160, che sono un po’ poco per esprimersi. Per questo ci sono gli MMS anche se non tutti i cellulari, soprattutto quelli vecchi, li supportano. Non i cellulari che usano i giovani però. Per l’educazione che ho ricevuto credo di parlare un linguaggio abbastanza forbito, che mi consente di esprimermi al meglio. Certamente la società non dà un buon esempio: siamo tutti così presi dalla frenesia e dalla fretta che ognuno dice tutto frettolosamente, più velocemente che può, senza badare a come è scritto: basta che il concetto ci sia.
Ha ragione. Per fortuna io amo leggere e non smetterò mai... Per quanto riguarda le chat non ci vado mai ormai. Mi sono stufata e le poche volte che ci vado scrivo interamente tutte le parole.. Però ci sono passata, in quel periodo.
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